5 buoni motivi
per cui Disclosure Day ci restituisce la meraviglia del Cinema di Steven
Spielberg:
1) perché
ritrova lo stupore dell'ignoto che ha reso immortale Incontri ravvicinati
del terzo tipo: Spielberg si allontana dal cinismo della fantascienza
contemporanea per rimettere al centro della scena la pura meraviglia del
contatto con gli alieni. Proprio come nel capolavoro del 1977, gli extraterrestri
di Disclosure Day non si manifestano attraverso distruzioni di massa, ma
tramite un senso di attesa quasi religioso che squarcia la quotidianità della vita
sulla Terra. Spielberg dimostra di saper ancora catturare quel misto di timore
e attrazione che proviamo davanti a ciò che non possiamo comprendere;
2) perché
rimette in scena il nucleo emotivo di E.T. l'extra-terrestre attraverso
il filtro della memoria e del trauma infantile: al di là dell'evento
geopolitico della rivelazione globale, il vero motore del film rimane molto intimo.
Al centro di tutto c'è il legame sospeso tra i personaggi di Emily Blunt e Josh
O'Connor, uniti da quel contatto segreto avvenuto quando erano bambini e mai
del tutto superato. Spielberg dimostra una sensibilità straordinaria nel
raccontare come lo sguardo dell'infanzia continui a riverberarsi sulle loro
vite adulte, trasformando l'evento cosmico nella chiave per guarire le ferite
interiori e i silenzi del passato;
5) perché evoca
la tensione claustrofobica de La guerra dei mondi per poi ribaltarne il
significato profondo: quando la rivelazione rischia di trasformarsi in un
collasso sociale, Spielberg rispolvera la sua straordinaria capacità di mettere
in scena il panico collettivo. Proprio come nel film del 2005, il regista evoca
un'angoscia ravvicinata fatta di folle in sommossa, ma solo per ricordarci che
il vero pericolo è la nostra stessa paura. Il colpo di genio del film sta nel
dimostrare che gli alieni non sono venuti per distruggerci ma per costringerci
a guardarci dentro: il contatto diventa così una straordinaria lezione di
ascolto, empatia e riconciliazione, l'unico vero antidoto contro l'autodistruzione
della nostra civiltà.
Voto: 3 stelline (ovviamente nella scala del Mereghetti dove il massimo è 4)
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