5
buoni motivi per cui L'Odissea di Christopher Nolan è il suo film
definitivo:
1)
perché Nolan rielabora il mito omerico smontando l'epica classica per
raccontare la parabola interiore di un uomo sconfitto dagli eventi: il suo
Ulisse non è un eroe invincibile, ma un veterano della guerra di Troia tormentato
dal tempo, dal senso di colpa e dal peso delle proprie scelte. Decostruendo il
poema per trasformarlo in un'ossessiva indagine sulla memoria e sul senso del
ritorno, il regista firma la riscrittura di un mito immortale che spoglia il divino
per mostrare tutta la fragilità, l'ostinazione e la solitudine dell'essere
umano;
2)
perché Nolan gestisce il tempo e lo spazio con le sue solite, impeccabili
geometrie: dopo i salti temporali di Interstellar, la morsa del tempo di
Dunkirk e la struttura a incastro di Oppenheimer, il regista
applica il suo marchio di fabbrica al "viaggio" per eccellenza. Il
mare diviene un labirinto mentale dove il tempo si dilata, si spezza e si
sovrappone: ogni approdo, ogni isola e ogni prova diventano ingranaggi di un
meccanismo narrativo di assoluta precisione, in cui la macchina da presa
orchestra la sospensione dell'incredulità con una potenza visiva che pochissimi
nella storia del cinema hanno mai posseduto;
4)
perché la fotografia di Hoyte van Hoytema restituisce al mare, alla pioggia e
alle spiagge una maestosità che diventa fisica, tangibile: rifiutando l'abuso
della CGI, la luce e l'impianto visivo del film trasformano gli elementi
naturali nei veri antagonisti della storia. Le onde imponenti, i cieli plumbei
e il contrasto feroce tra luci e ombre regalano una fotografia materica e
mastodontica. È un cinema gigante e primordiale, dove ogni inquadratura trasuda
la fatica della navigazione e la spaventosa bellezza dell'ignoto;
5)
perché la colonna sonora di Ludwig Göransson non si limita ad accompagnare
l'azione, ma ne diventa il battito cardiaco: il compositore svedese rinuncia ai
facili cliché per costruire un tessuto sonoro da incubo, ossessivo, teso e
viscerale. Fatta di percussioni ipnotiche e silenzi improvvisi che stringono la
gola, la musica si fonde al ruggito del mare e ai pensieri dell'eroe,
trasformando il viaggio verso casa in un'esperienza acustica che da un lato
travolge ciò che accade sullo schermo e dall'altro fa tremare il cuore di ogni
spettatore.
Voto: 4 stelline (ovviamente nella scala del Mereghetti dove il massimo è 4)
www.odysseymovie.com
Nessun commento:
Posta un commento